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Dispensa su misura in cucina: come progettarla

Una dispensa su misura in cucina è spesso la parte meno vistosa del progetto, ma è quella che decide se la cucina resterà ordinata nel tempo. Si tratta di capire quanto spazio serve, dove metterlo e come renderlo facile da usare.

Cosa intendiamo per dispensa

In una cucina su misura la dispensa è di solito una o più colonne a tutta altezza dedicate alle provviste: pasta, conserve, bottiglie, detersivi, piccoli elettrodomestici. Può stare accanto al frigorifero, in una parete a sé o in un vano separato. Quello che conta è che sia pensata per ciò che contiene, non riempita a caso dopo il montaggio.

Quanto spazio serve davvero

Il punto di partenza è guardare le proprie abitudini. Chi fa la spesa una volta a settimana ha bisogno di più capienza di chi compra giorno per giorno. Chi conserva bottiglie d’acqua o fa scorte di prodotti per la casa deve prevedere un vano più profondo e robusto. Dimensionare la dispensa su queste abitudini evita di avere colonne piene da subito o vani lasciati vuoti.

Colonne a tutta altezza

Portare le colonne fino al soffitto recupera uno spazio che altrimenti resterebbe inutilizzato o raccoglierebbe polvere. La parte alta si usa per ciò che serve di rado, quella centrale per l’uso quotidiano, quella bassa per gli oggetti più pesanti. Il confronto tra mobili a tutta altezza e sospesi aiuta a capire quale soluzione si adatta meglio alla propria cucina.

Ripiani, cestoni o estraibili

I ripiani fissi sono semplici, ma in una colonna profonda ciò che sta in fondo si perde. I cestoni interni estraibili portano tutto in avanti e si vedono dall’alto. Esistono anche meccanismi che fanno uscire l’intera colonna, comodi soprattutto nelle colonne strette. La scelta dipende da quanto si vuole spendere in ferramenta e da come si preferisce cercare le cose. Per la parte bassa valgono le stesse regole dei cassetti attrezzati su misura.

Dove posizionarla

La dispensa funziona meglio vicino alla zona di preparazione e non troppo lontana dal frigorifero. Metterla in fondo alla stanza, oltre il tavolo, costringe a percorsi inutili. Se lo spazio lo consente, una parete di colonne può accogliere insieme frigorifero, forno e dispensa, lasciando il resto della cucina più libero e leggero.

La dispensa nelle cucine piccole

Quando i metri sono pochi, anche una colonna stretta può fare la differenza. Si possono sfruttare i vani accanto al frigorifero, lo spazio sopra la cappa o l’interno di una penisola. Il principio è lo stesso: ogni centimetro ha una funzione precisa. Ne abbiamo parlato in modo più ampio nell’articolo sulle cucine piccole su misura.

Ante, aperture e finiture

Le colonne della dispensa vengono aperte molte volte al giorno, quindi cerniere e ante devono essere robuste e ben regolate. Le ante possono essere uguali al resto della cucina, per avere una parete continua, oppure distinguersi con un’essenza diversa. Una luce interna che si accende all’apertura aiuta a trovare quello che serve, soprattutto nelle colonne più profonde.

Errori da evitare

Il primo è fare la dispensa troppo profonda senza estraibili: gli oggetti in fondo si dimenticano. Il secondo è usare ripiani fissi a distanze sbagliate, che sprecano altezza. Il terzo è progettare la dispensa alla fine, quando lo spazio rimasto è quello che è. Conviene invece inserirla fin dalla prima bozza del progetto.

Una scelta che si vede nel tempo

La dispensa non è la parte più fotografata di una cucina, ma è quella che si nota quando manca. Progettarla insieme al resto, sulla base di come si fa la spesa e di come si cucina, rende la cucina più ordinata anche dopo anni. Per vedere come la risolviamo nei nostri lavori, si possono sfogliare le cucine su misura realizzate.

 

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