Vetro rigato, fumè e satinato: come usarlo negli arredi su misura
Il vetro è uno dei materiali più sottovalutati negli arredi su misura. Ben usato, può sostituire pareti senza chiudere visivamente, illuminare ambienti ciechi, dare carattere a una porta o a un’anta. Conoscere i tipi giusti fa la differenza.
Vetro rigato (reeded glass)
Il vetro rigato ha scanalature verticali sulla superficie. Lascia passare la luce ma diffrange la visione, dando un effetto materico di grande pregio. È il nostro preferito per porte di cabine armadio, separazioni tra cucina e living, ante alte di vetrine. Lo abbiamo usato nel Progetto Eucalipto per la porta scorrevole verso la cabina armadio.
Vetro fumè
Il vetro fumè è colorato in massa, di solito in toni grigi, ambra o bronzo. Trasparente ma scurito. Perfetto per ante di mobili scuri (cantinette vino, librerie), perché lascia intravedere il contenuto in modo elegante senza esibirlo. Disponibile in diverse intensità (dal fumè chiaro al bronzo molto scuro).
Vetro satinato
Il vetro satinato è acidato superficialmente: opaco, lascia passare luce ma non visione. Tradizionalmente usato in bagni e cucine. Versione moderna è il satinato a banda: una porta in vetro trasparente con una fascia satinata orizzontale all’altezza occhi, per privacy mirata.
Vetro retinato
Il vetro retinato ha una rete metallica inserita: stile industrial molto richiesto. Può essere su porte scorrevoli, su separé tra cucina e living. Lo usiamo in progetti dichiaratamente moderni o industrial-chic.
Vetro temperato e stratificato: sicurezza
Per uso domestico, tutti i vetri delle nostre porte e degli arredi alti sono temprati (rotti, si frantumano in piccoli pezzi non taglienti) o stratificati (lamiera di PVB tra due vetri, in caso di rottura il vetro resta attaccato al film). Sicurezza non negoziabile.
Bordi e profili
I bordi del vetro possono essere molati a 90° (standard), filo lucido (più contemporaneo), filo bisellato (più classico). Il telaio attorno può essere in legno, in metallo (alluminio, ottone, ferro brunito) o assente (vetro fissato direttamente alla struttura).
Dove il vetro fa la differenza
Il vetro fa la differenza dove si vuole separare senza chiudere: tra cucina e dispensa, tra ingresso e living, tra studio e camera, tra doccia e bagno. Permette di mantenere il senso di apertura visiva pur creando spazi distinti. Una soluzione architettonica più che decorativa.
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